Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione

Stampa

 

La trattativa continua con la speranza che le disponibilità dichiarate non siano solo tattiche....

 

 

Stampa

                          

La UILTuCS di Torino si è confermata oggi come primo sindacato nel più grande Ipermercato della Regione Piemonte (Carrefour Le Gru).

Si è aggiudicata la maggioranza assoluta nelle elezioni delle R.S.U. (Rappresentanze Sindacali Unitari).

BRAVI RAGAZZI......!!!!!!!!!!!!

Stampa

                        

In data 2, 3 e 5 maggio 2014 tutti i dipendenti dell'ipermercato Carrefour di Grugliasco (Le Gru) saranno chiamati ad eleggere i propri Rappresentanti Sindacali.

FAI LA SCELTA GIUSTA....!

Stampa

FEDERAZIONI   NAZIONALI  LAVORATORI  COMMERCIO  TURISMO  E   SERVIZI

Segreterie Nazionali

 

Le Feste sono preziose per tutti anche per i lavoratori del commercio

 

Le segreterie nazionali di FILCAMS FISASCAT  e UILTUCS  dichiarano e ribadiscono la propria contrarietà al sistema deregolamentato e spinto all’estremo delle aperture commerciali derivanti dal Decreto Liberalizzazioni.

Dopo oltre due anni di liberalizzazioni degli orari e delle aperture domenicali e festive previste dal decreto “Salva Italia” gli effetti reali e riscontrabili sono completamente negativi. Le liberalizzazioni non hanno portato nessun aumento dell’occupazione, nessun aumento dei consumi ma hanno peggiorato le condizioni di lavoro, impattando sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori.

 

Pensiamo che in una situazione di crisi del nostro paese, di crisi dei consumi, in cui molte famiglie e lavoratori vivono sempre più un forte disagio, è fuorviante quanto inopportuno porre al centro la scelta di mantenere i negozi aperti nelle festività pasquali, il 25 Aprile e il 1 Maggio.

FILCAMS FISASCAT e UILTUCS confermano la necessità di cancellare il Decreto sulle Liberalizzazioni e riscrivere un sistema diverso di regole per il settore.  Ribadiamo la necessità di affidare la materia delle aperture domenicali e festive e delle aperture commerciali alla competenza delle Regioni e dei Comuni, ricercando una loro equilibrata definizione attraverso il confronto con le parti sociali nel territorio. 

Crediamo e restiamo convinti che si possa lavorare per un commercio che faccia convivere servizi, sviluppo, crescita e corretta concorrenza in una dimensione meno frenetica, più umana, più rispettosa delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.

Sostenere questo obiettivo significa anche rispettare e valorizzare il significato ed il valore sociale delle festività.

Per questo invitiamo le lavoratrici e i lavoratori a non dare la propria disponibilità a lavorare nelle festività aderendo anche alle mobilitazioni e agli scioperi proclamati dalle strutture territoriali di FILCAMS FISASCAT e UILTuCS per le giornate di Pasqua, Pasquetta, 25 Aprile e 1 Maggio.

 

Roma,  16 aprile 2014

 

Stampa

Lo scorso 21 febbraio si è svolto l'incontro con la Divisione ipermercati di Carrefour Italia finalizzato a procedere alla fase di consultazione inerente alla procedura di licenziamento collettivo recentemente avviata.
Il confronto ha messo in evidenza il negativo andamento del fatturato 2013 (2.053 mil. euro pari al -8% e 50 mil di euro ) sul 2012. 
Il 2013, si è contraddistinto altresì per andamenti altalenanti, con un secondo semestre in controtendenza. La contrazione dei fatturati e' passata dal - 12% di giugno al -4,5 % di dicembre rispetto ai rispettivi mesi dell'anno precedente. Le ore lavorate sono passate da circa 13 milioni del 2010 a 11,8 del 2013, tuttavia cresce l'incidenza del costo del lavoro. Le politiche aziendali da quelle commerciali, alle scelte organizzative/gestionali e le risorse investite nella ristrutturazioni di alcuni ipermercati stentano tuttavia a determinare una vera inversione di tendenza. 
Le eccedenze dichiarate ( 270 unità in 20 iper posizionati prevalentemente in Lombardia e Piemonte.) rappresentano l'ennesimo tentativo di ridurre i costi a scapito dell'occupazione e dei livelli salariali. Le segreterie nazionali, preso atto delle problematiche dichiarate, hanno manifestato preoccupazione e chiesto l'avvio di confronti territoriali atti a dare soluzione organizzativa alle eccedenze e/o valorizzare l'utilizzo degli ammortizzatori sociali la dove fosse strettamente necessario.
Le parti di seguito hanno convenuto di procedere a confronti territoriali al fine di determinare possibili intese da ricondurre di seguito al livello nazionale. Il confronto è stato aggiornato al prossimo 10 marzo in Roma.

 

Stampa

Il giorno 18 febbraio 2014 si è svolto a Roma il terzo incontro tra OO.SS e Federdistribuzione nell'ambito del rinnovo del CCNL per le aziende della distribuzione moderna.

Quello che si evince da questi primi momenti di confronto è la volontà manifestata da Federdistribuzione di introdurre misure strutturali e definitive utili a fare fronte alla difficoltà economica delle aziende per stare sul mercato nell’attuale contesto di crisi.

Come UILTuCS non condividiamo tale impostazione perché, se da un lato è vero che la crisi persiste e continua a produrre effetti negativi, dall'altra riteniamo che siano eventualmente necessari solo interventi temporanei che permettano, terminata la fase critica, di ripristinare condizioni contrattuali che altrimenti andrebbero definitivamente perse.

Se da un lato le Organizzazioni Sindacali, nel merito, rivendicano la presa in considerazione dei temi avanzati con la Piattaforma Sindacale dall’altra, non solo non si riscontra la minima attenzione ma si assiste ad un rilancio di Federdistribuzione esclusivamente finalizzato a ridurre i costi aziendali attraverso la netta riduzione delle attuali condizioni contrattuali previste nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori: (aumento dell’orario di lavoro settimanale senza aumento del salario, riduzione dell’orario minimo per i part time da 18 a 16 ore settimanali, diminuzione della paga oraria, riduzione dei permessi retribuiti, aumento delle flessibilità oraria).

Nonostante ancora è prematuro fare valutazioni complessive e definitive sull’andamento del negoziato (siamo ancora al terzo incontro) e, nonostante siamo ben consapevoli delle difficoltà di contesto economico e relazionale nel quale ci troviamo a rinnovare questo ed altri contratti, riteniamo che quanto avvenuto sino ad oggi non ci consegna buone aspettative future.

Se il buongiorno si vede dal mattino....

Vi invitiamo a leggere la nota allegata, tra l'altro molto dettagliata, che la nostra Struttura Nazionale ci ha fornito. 

 

Stampa

                                        

Si è svolto ieri a Roma il secondo incontro nell’ambito della trattativa di rinnovo del CCNL del Terziario per le aziende associate a Federdistribuzione.

CIRCOLARE NAZIONALE:

Dopo una premessa sul contesto economico, Federdistribuzione ha cominciato a declinare le proprie richieste sottolineando la circostanza che le aziende associate applicano il CCNL in ogni sua parte, e su questo presupposto andrebbe visto cosa di esso vada cambiato. La struttura complessiva del CCNL dovrebbe rimanere l’attuale, con la presenza del doppio livello di contrattazione, ferma restando la non sovrapponibilità tra il secondo livello aziendale e quello territoriale. In tema di relazioni sindacali, si ritengono necessari degli aggiustamenti più che altro lessicali. Si vorrebbe conservare la delega al secondo livello per gli interventi in situazioni di crisi e per specifiche aree del paese. Quanto ai diritti sindacali si vorrebbe mantenere il duplice canale di rappresentanza oggi previsto (RSA e RSU). In materia di salute e sicurezza si ritiene necessario procedere ad un aggiornamento in forza delle modifiche normative intervenute nel frattempo, e pensiamo altresì che il tema debba continuare ad essere oggetto di un accordo a latere da richiamare nel corpo del CCNL. Anche le disposizioni in tema di molestie sessuali dovrebbe essere aggiornato, prevedendo l’ipotesi dello stalking. In materia di mercato del lavoro, è stata sottolineata l’importanza del tema della flessibilità. Quindi così declinata: Contratti a termine, prolungare da 12 a 24 mesi la durata prevista dal CCNL per le assunzioni in caso di nuove aperture, per i contratti “acausali” e per le persone che presentano i requisiti soggettivi previsti dalla legge (Iscritti alle liste di mobilità). In tutti e tre i casi suddetti il secondo livello dovrebbe poter estendere tale limite a 36 mesi. Inoltre il secondo livello dovrebbe poter estendere le percentuali fissate dal CCNL per le assunzioni con contratto a termine e il lavoro somministrato. Part-time, ridurre l’orario minimo dalle attuali 18 a 16 ore settimanali, con conseguente riproporzionamento dell’orario mensile e annuo. Lavoro intermittente o “a chiamata”, ripristinare la possibilità a ricorrervi in determinati periodi dell’anno e giorni della settimana oggi cancellata dalla Legge Fornero (ferie estive, Natale, Pasqua e i giorni di sabato e domenica). Telelavoro, demandare gli aspetti particolari al secondo livello di contrattazione, riservando al CCNL solo norme generali e d’impianto, prevedendo che esso non debba essere limitato solo ad attività lavorative svolte presso il proprio domicilio e regolamentando la disciplina dell’orario lavorativo e degli straordinari.
Apprendistato Per i contratti di apprendistato del I° tipo (soddisfazione dell’obbligo scolastico) superare l’attuale previsione dei livelli di inserimento per passare ad un’indicazione della retribuzione su base percentuale rispetto al livello di qualifica finale. Per l’apprendistato del III° tipo (alte specializzazioni e master) andare a definire dei percorsi privilegiati per le professionalità dell’area manager, superando il ruolo privilegiato assegnato per esso alle Regioni e alle Università. Quanto all’apprendistato del II° tipo (professionalizzante), evidentemente il più importante, semplificare i passaggi oggi previsti nella bilateralità evitando le ripetizioni; adeguare la proporzione numerica tra apprendisti e lavoratori qualificati alle esigenze del momento; abbassare dall’attuale 60% al 50% l’orario settimanale minimo per gli apprendisti con contratto part-time (ossia dalle attuali 24 a 20 ore settimanali minime); portare dagli attuali 18 a 24 mesi il momento di passaggio dal livello d’ingresso a livello d’inquadramento intermedio; abbassare la % di conferma al limite attualmente previsto dalla legge (ossia dall’85% al 50%) e ridurre le ore di formazione previste qualora l’apprendista sia già in possesso di un titolo di studio specifico o di precedenti esperienze lavorative rispetto alla mansione d’inquadramento finale. Per i quadri non vogliono fare modifiche e le richieste contenute nella piattaforma, ispirate alle norme previste attualmente dal contratto dei dirigenti, sono respinte. Sulla classificazione, nell’ambito della conferma dell’impianto complessivo, e condividendo l’esigenza di fare pulizia di alcune figure professionali improprie e aggiungerne altre nuove, si chiede di tenere conto nella classificazione della complessità e delle dimensioni dell’impresa ai fini dell’identificazione delle mansioni e del relativo inquadramento. Quanto al tema della progressione automatica dal V° al IV° livello per le figure professionali identificate dai numeri 21., 23. e 24. dell’attuale classificazione, se ne chiede lo slittamento oltre il 18° mese. E’ stata ribadita infine la volontà di Federdistribuzione di realizzare una modifica del concetto di mansione prevalente qual è attualmente prevista dal contratto. La nuova dizione non dovrebbe fare riferimento esclusivo al livello della mansione svolta, ma anche alla durata per cui essa viene svolta, che deve diventare l’aspetto dirimente.

Da parte nostra abbiamo replicato puntualmente a tutti i punti sollevati da Federdistribuzione:
1. Il richiamo iniziale alla situazione di permanente difficoltà economica non richiederebbe molte integrazioni. Il punto è un altro. Se conveniamo che la crisi attuale è – comunque – una crisi temporanea, ma non eterna, non si comprende perché tutte le soluzioni e le richieste presentate hanno carattere strutturale e non temporaneo.
2. Cogliamo con soddisfazione la vostra dichiarazione che intendete mantenere un’articolazione contrattuale su due livelli e il richiamo da voi fatto alla circostanza che le imprese vostre associate applicano integralmente la contrattazione collettiva di primo e di secondo livello. Da ciò ne consegue che le numerose aziende a voi associate prive di contrattazione aziendale hanno dato in passato applicazione alla contrattazione di secondo livello territoriale eventualmente presente nei territori in cui sono insediate, ovvero, in mancanza di ciò, che esse abbiano corrisposto nel passato mese di novembre gli importi previsti nel CCNL 2011 come elemento di garanzia in caso di assenza di contrattazione di secondo livello, quando cioè voi vi siete dichiarati vincolati al CCNL vigente, giacché la comunicazione di recesso da voi inviata, e di cui ancora una volta ribadiamo l’illegittimità, aveva decorrenza dal 1° gennaio del corrente anno. La vostra dichiarazione è quindi particolarmente importante in quanto se ciò non è avvenuto, tale comportamento non potrà che essere considerato con la dovuta attenzione nelle sedi extracontrattuali eventualmente chiamate ad affrontare il problema.
3. Non avremo problemi ad affrontare argomenti come la salute e sicurezza e le molestie sessuali. Potremo anche definire un accordo a latere sui temi della salute e sicurezza che aggiorni la materia alle modifiche legislative intervenute, ma ciò avverrà quando avremo definito il contratto, di cui questa materia rappresenta un “di cui”, non prima. In presenza della vostra illegittima dichiarazione di recesso il percorso estemporaneo di accordi parziali e/o suppletivi non è percorribile.
4. Venendo al tema del mercato del lavoro e alla richiesta che soggiace a molte delle proposte di modifiche presentate, ossia all’incremento della flessibilità del lavoro, sorgono spontanee una serie di considerazioni:
A) La maggiore flessibilità che chiedete è davvero indispensabile per ripristinare la redditività dell’impresa? L’azienda con la forza lavoro meno flessibile a voi associata (Esselunga) è anche quella che presenta un andamento economico migliore.
B) E’ evidente che quando chiedete sui contratti a termine svuota – per la sua automaticità ed esigibilità – gli spazi per la contrattazione di secondo livello. In tempi di crisi come questi si dovrebbe cercare di adeguare al massimo l’utilizzo dei fattori produttivi (e il lavoro è il più importante dei fattori produttivi) ai picchi e ai flessi della domanda. Quindi era semmai più coerente la richiesta di una riduzione dei tempi e della durata dei contratti a termine, non il loro prolungamento. Dov’è la razionalità economica di questa vostra richiesta, date le attuali condizioni? Evidentemente essa risponde ad altre esigenze. C) Quanto al part-time, a prescindere che la richiesta di ridurre l’orario minimo settimanale è chiaramente antitetica alla richiesta da noi avanzata in piattaforma, la giustificazione da voi addotta, ossia che attraverso ciò sarebbe possibile procedere ad un maggior numero di assunzioni, appare incoerente con quanto avete affermato nell’incontro del 20 gennaio sulla necessità di riportare dalle attuali 38 a 40 ore settimanali l’orario contrattuale dei full-time, che determinerebbe in automatico la necessità di un minor numero di lavoratori presenti incrementando del 2,5% circa la prestazione lavorativa individuale. D) Sul lavoro intermittente, la vostra richiesta di ripristinare la possibilità di ricorrere a questa tipologia d’impiego nei periodi inizialmente previsti dalla Legge Biagi è irricevibile. La dizione originaria prevedeva in sostanza la possibilità di utilizzare il lavoro a chiamata su 6/7 mesi all’anno. Aver eliminato queste ipotesi rappresenta a nostro modo di vedere uno dei pochi, forse l’unico elemento positivo contenuto nella Legge Fornero. E) Quanto al telelavoro, condividiamo l’esigenza di adeguare l’istituto contrattuale alle norme di legge, ma esprimiamo preoccupazione circa il contenuto delle norme “generali” che voi vorreste definire nel CCNL per gli impatti che potrebbero avere su altri istituti contrattuali (ad esempio: orario di lavoro, prestazioni straordinarie, missioni e trasferte). F) Apprendistato. E’ indiscutibile che l’attuale normazione contrattuale appare “blindata” sul livello nazionale. Questo avvenne su richiesta esplicita delle aziende a voi associate per averne garantita l’esigibilità immediata e per cercare di ovviare con una normazione contrattuale omogenea alla problematica dei diversi ordinamenti e orientamenti espressi dalle Regioni. Siamo disponibili evidentemente a valutare eventuali avvisi comuni da indirizzare alle istituzioni in ordine a tale problematica, ma solo dopo che avremo siglato il CCNL. Non condividiamo l’ipotesi di “semplificare” il passaggio nella bilateralità per i pareri di conformità al solo livello nazionale, il loro inoltro alle sedi periferiche al fine di permettere ad esse di verificarne la realizzazione e corretta applicazione ci sembra indispensabile. Cosa intendete quando dite che occorre adeguare la proporzione numerica tra apprendisti e lavoratori qualificati “alla luce delle attuali condizioni”? Intendete ridurla? E’ invece molto chiaro quello che dite riguardo alla riduzione da 24 a 20 ore dell’orario settimanale minimo per gli apprendisti con contratto part-time. Non siamo d’accordo. Il tema dell’apprendistato fu oggetto di scambio contrattuale almeno negli ultimi due CCNL. Con essi si è stabilito un assetto complessivo della materia di cui quell’aspetto era un elemento importante, giacché in passato la possibilità di assumere apprendisti con contratto a part-time era almeno “discutibile” stando alle norme di legge all’epoca vigenti, e il fatto che il loro orario minimo dovesse essere di 24 ore era la contropartita per procedere alla sua contrattualizzazione. La vostra richiesta di prolungare da 18 a 24 mesi la permanenza al livello più basso d’inquadramento degli apprendisti, giustificata con quanto concordato nel CCNL della Cooperazione, non ci convince. In quell’ambito questo è stato il frutto di uno scambio contrattuale diverso da quello realizzato nel 2011 con il contratto da voi applicato. Se volete fare qui come nella cooperazione, facciamo come nella cooperazione anche in quel paio di novazioni introdotte nel contratto del terziario del 2011 che lì non ci sono. Quanto alla riduzione delle ore di formazione per gli apprendisti in possesso di titoli di studio od esperienze lavorative specifiche, perché non si riduce la durata dell’apprendistato per queste persone? Il titolo o l’esperienza giustificano una riduzione delle ore di formazione solo se accompagnata da una riduzione della durata dell’apprendistato.
5. Registriamo che per quanto concerne i quadri respingete le nostre richieste di piattaforma.
6. Quanto alla classificazione, registriamo che la caratteristica dimensionale dell’azienda che voi ritenete ininfluente quando si tratta dell’orario minimo del part-time, diventa quanto meno uno dei fattori che dovrebbero consentire una diversa classificazione del personale. Voi dite “con prevalente riferimento alle figure apicali”. Due dubbi: dubitiamo in assoluto che ciò sia vero, e inoltre riteniamo possibile che una “riclassificazione” delle figure apicali comporterebbe poi per “trascinamento” la riclassificazione anche delle figure non apicali. Quanto al far ritardare di 6 mesi la maturazione del IV° livello per le figure professionali indicate ai capi 21., 23. e 24. del mansionario del V° livello, l’analogia da voi indicata con l’apprendistato esiste solo nelle vostre richieste ed è ingiustificata qui come lo è lì. Infine, la modifica da voi proposta della nozione di “mansione prevalente” attualmente prevista dal contratto all’articolo 102 (Mansioni promiscue) non ci convince minimamente. Quella disposizione contrattuale dà attuazione ad uno specifico istituto di legge e precisa comunque che per attività prevalente “si intende quella di maggiore valore professionale, sempre che venga abitualmente prestata, non si tratti di un normale periodo di addestramento e non abbia carattere accessorio o complementare.” Sulla base della legge e del contratto ciò ha dato luogo inoltre ad una corposa giurisprudenza in materia. Per noi deve restare così com’è.

Vi confermiamo che il prossimo incontro con Federdistribuzione si svolgerà a Roma il giorno 18 febbraio, con inizio alle ore 10, quindi in contemporanea con lo svolgimento del nostro Direttivo Nazionale di apertura della stagione congressuale. Ci scusiamo della sovrapposizione che abbiamo deciso di non far valere per non indurre in alcun modo alla conclusione errata che la vicenda contrattuale in oggetto abbia per noi rilevanza secondaria. Ulteriori incontri con Federdistribuzione sono previsti per le giornate del 4 marzo e del 19 marzo.

Fraterni saluti.

 Il Segretario Generale - Brunetto Boco

Stampa

 

                                   

Si è svolto l'incontro con la Divisione Ipermercati di Carrefour Italia. 
Gli andamenti aziendali, in attesa dei riscontri definitivi, come già preannunciato nel mese di Novembre 2013, si presentano problematici. Ciò in ragione del contesto generale, contraddistinto dal perdurare del calo dei consumi e da un trend aziendale caratterizzato dalla diminuzione delle vendite, dalla contrazione dei margini e della redditività aziendale. Nello specifico le vendite nel 2013 sul 2012 flettono di 8 punti percentuali. Particolare preoccupazione mostra l'andamento dell'Ebit. Ben 43 ipermercati sui 56 complessivi del Gruppo vantano un Ebit negativo. Le politiche commerciali e gli investimenti compiuti e/o messi in cantiere per ristrutturare 15 superfici di vendite, le strategie di fidelizzazione, compiute attraverso l'emissione di una nuova carta fedeltà (Pey Bech), e il recente acquisto, tramite una società controllata, di 7 gallerie commerciali (Burolo, Massa, Tiene, Giussano, Paderno, Montecucco e Vercelli) non sembrano azioni sufficienti a determinare a breve un’inversione di tendenza degli andamenti nel nostro Paese.
Nello stesso incontro Carrefour ha annunciato l'avvio di una procedura di mobilità che coinvolgerà 20 ipermercati, per un totale di 270 possibili esuberi. I punti vendita interessati sono quelli di Montecucco, Grugliasco, Pinerolo, Aosta, Collegno, Leini, Moncalieri, Gallarate, S. Giuliano, Assago, Carugate, Giussano, Paderno, Limbiate, Casalecchio, Thiene, Pisa, Marcianise, Trofarello e Malpensa. Le segreterie nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, unitamente al Coordinamento nazionale delle Strutture e delle Rappresentanze sindacali presenti all'incontro, hanno manifestato preoccupazione e dichiarato insufficienti le politiche messe in campo dal Gruppo per fronteggiare i crescenti livelli di concorrenza, ad opera di catene locali e/o superfici più competitive per dimensionamento e politiche dei prezzi. Le decisioni comunicate da Carrefour Italia manifestano il perdurare di una fase di incertezza nell'assumere strategie e politiche aziendali utili a risollevare le sorti della divisione ipermercati ed evidenziano comportamenti incoerenti nell'ambito delle relazioni sindacali.

Pagina 7 di 11